MARZO – INGHILTERRA

InstagramCapture_96a803bf-2c08-49f5-8ceb-718190102b89.jpg

E’ marzo. Sono tornata in Inghilterra dopo due burrascosi mesi passati in Italia. Devo ammetterlo, ogni volta che scendo e torno a casa, per un motivo o per l’altro la vita tende sempre a incasinarsi e complicarsi. Complice le tante cose che non funzionano, a livello burocratico e gestionale, nei posti in cui mi reco e nelle circostanze che affronto, anche io alla fine perdo molto del senso delle cose e finisco per lasciarmi trasportare da uno stream di vita, da un flusso di energie spesso negative, che alla fine mi danneggiano.

A gennaio le cose sembravano essersi messe per il verso giusto, tutti i progetti al loro posto, sono riuscita anche a girare i video della mia biblioteca italiana, un progetto che mi stava a cuore perché quando torno in Inghilterra sento proprio la carenza, la mancanza fisica di quell’angolo della mia stanza e quindi ne volevo una testimonianza video. Poi però a febbraio lo stop immancabile. Senza sapere ancora spiegarmi come sia successo, mi è venuta una lombosciatalgia fulminante. Siccome la cosa è coincisa con altri problemi di salute che stavo già tentando da tempo di indagare tramite medici, ho vissuto un momento non piacevole di paranoia, in cui mi sono convinta di avere tutte le malattie possibili.

Dovete sapere che sono molto ipocondriaca e quando sento o temo di avere qualcosa che non va, finisco rinchiusa in una bolla nera senz’aria e non riesco a concentrarmi sul resto. Perfino leggere, cosa che mi rilassa, non ha il potere di farmi calmare. Tra analisi del sangue e visite mediche, si è scoperto appunto che questo dolore pazzesco al fondo schiena è causato da una leggera scoliosi, dovuta all’altezza e al fatto che in effetti non faccio molta attività fisica. Anche le analisi del sangue mi hanno lasciata perplessa per alcuni valori che non dovevano essere come sono… e quindi la mia paranoia è esplosa. Nel letto, dolorante, incapace di alzarmi e persino di voltarmi per dormire meglio, inabilitata a camminare per più di dieci metri, sono rimasta in casa per quasi tre settimane.

A fatica, mi sono recata in Ateneo o a fare piccoli servizi. Non ero mai stata così male di schiena e non mi capacitavo di quanti movimenti non riuscissi a fare per un dolore localizzato in un solo punto. Ho riconsiderato molte cose, questo sempre perchè preferisco sfruttare ogni occasione, bella o brutta, per comprendere il senso o il messaggio. E ho capito che il mio corpo è giunto allo stremo. Che necessitavo di rivedere le mie abitudini fisiche e alimentari.

Penso sempre molto all’aspetto psicologico della mia vita, mi nutro di libri, di letture, di parole e se posso e capita delle vite delle persone che incontro, con i loro misteri, racconti e paure. Ma al mio corpo penso davvero pochissimo e non me ne ero mai resa conto come a febbraio. Il dolore mi ha ricordato che ho un corpo e che devo trattare bene anche lui e non solo il mio cuore o la mia anima.

Così, tra analgesici e patch calde, massaggi che mio padre mi ha fatto costantemente ogni pomeriggio mentre mi dilaniavo nel dolore sul divano di casa, mi sono lentamente ripresa e per fortuna la lombosciatalgia si è spenta proprio nei primi giorni di marzo, giorni in cui dovevo preparare la mia partenza per l’Inghilterra.

Non vedevo l’ora di tornare. Ho ritrovato il mio amato freddo. Il silenzio e la pace. I dolori sono scomparsi. Mi sono messa a fare attività fisica, come non mai prima. Ogni due giorni vado a correre al parco dietro casa, porto la corda, ho preso dei pesi per le braccia e sto cercando di rivoluzionare anche l’alimentazione, che notoriamente è il mio punto debole per il disinteresse che ho avuto per essa per tanti anni. E mi sento bene.

E’ marzo. Nuove letture in corso, stavolta anche graphic novels, nuovi video in preparazione e l’apertura del fatidico secondo canale italiano, lasciando il focus sui libri e le letture sul primo, come è giusto che sia. E aprendo un po’ la piccola porticina della mia vita su tutto ciò che mi interessa e riguarda nel nuovo canale.

C’è poco da fare. Che lo si creda o no, quando sono in Inghilterra, torno a respirare. I problemi non scompaiono, non si risolvono se non sono io a volerlo, ma il luogo lascia nel mio cuore una leggerezza di piuma che mi consente di affrontare la vita nella maniera più tranquilla e calma possibile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...