A CACCIA DEL PROGRAMMA DI LATINO

Cercare di ottenere informazioni nella mia Università è un po’ come aggirarsi per Iskenderun!!!!

Oggi, in perfetto stile goofy Marcus Brody, ho cercato invano di ottenere informazioni sull’esame di Letteratura Latina. Mi sono recata al Dipartimento di Antichità, una specie di luogo misterioso in cui si accede soltanto varcando una porta speciale, a seguito della quale devi liberarti spiritualmente e non di tutti i tuoi averi, zaini, borse e giacche, per accedere, perchè in quel posto sono contenuti, tra le altre cose, libri antichi e preziosi e probabilmente se ne teme il furto o l’appropriazione indebita. In tal posto, una segretaria mi fa sapere che la professoressa che sto cercando sta facendo gli esami nell’auletta di Italianistica (anni 10 trascorsi in quel palazzo e ancora non mi era chiaro dove fosse, da buon labirinto di Cnosso che è l’università di Bari). Vado ad Italianistica e scopro per vie visive dove si trova questa fantomatica auletta: una porticina dietro una seconda porta, a sua volta dietro una fotocopiatrice, vicino alle scale del piano ammezzato. L’intera area era  completamente presa d’assalto da studenti abbarbicati sui gradini, aggrappati ai muri, seduti per terra, sbuffanti, nervosi, depressi, con le borse sotto gli occhi, i capelli spettinati, vestiti alla bene peggio (vabè quello mi sa che anche al di fuori dell’esame…). Per fortuna c’erano i due soliti mattacchioni ( ce ne sono sempre un paio a esame, che ridono scherzano e provano a tenere su il morale) e per MIA fortuna erano addirittura due uomini ( DUE UOMINI A LETTERE?!?!?!? SONO BASITA) quindi volenterosi per aiutare una povera donzella ( che, se non si fosse capito, ero io) in difficoltà. Mi hanno detto che la professoressa di latino è presa d’assalto perchè è tranquilla MA a marzo va in pensione! Cioè, manco a saperlo…. quindi si rende evidente che devo dare questo esame prima di marzo, cioè a febbraio, come previsto dal mio intuito. Perchè le altre professoresse chiedono la grammatica latina e io, no, non ho tempo di rivedermela, davvero. Non ho tempo di niente. In questo momento il tempo latita e sfugge dalle mani, per fortuna che scrivo in fretta. Insomma, saputa la grande notizia, apprendo che il libro di latino è di circa 400 pagine più il Pro Archia da tradurre.  Ma io ero andata lì per concordare con la professoressa il piano di studi da meno crediti per fuoricorso vecchio ordinamento, così come prescritto da programma ( e sia chiaro, non si può concordare niente in mail, si deve andare a parlare!!!). Si rendeva evidente che se avessi provato ad entrare in quella auletta, prima di tutto sarebbero uscite le sedie date le dimensioni, e poi sarei stata presa a calci dai poveri esauriti che attendevano giustamente, avendo precedenza assoluta. Ad un certo punto, esce la professoressa che, esattamente come detto da una mia amica, sembra un vecchina di Barivecchia! Capelli bianchi, letteralmente e metaforicamente, ha iniziato a snocciolare nomi, appelli, divisioni in gruppi e sottogruppi di interrogati, rimandando poveracci ad oggi pomeriggio e domani. Si alzano le lamentele di chi il pomeriggio lavora o ha altri esami/impegni, etc…Mi azzardo a farmi strada nella massa, alzando un dito. La prof. mi nota.

– Professoressa, per il ricevimento?-

-Domani!-, e se ne va.

Questo è il magnifico resoconto della mia giornata  Non ho concluso un tubo!!! Una tipica giornata in Ateneo, si capisce.

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