SHOPPING IN UK: DOVE E COME!

Fare shopping in Inghilterra è una impresa che può rivelarsi appagante quanto faticosa, ma una cosa almeno è certa: potrebbe rivelarsi, se conoscete i negozi giusti, l’esperienza meno dispendiosa della vostra esistenza da maniache/maniaci dello shopping.

Arndale Shopping Center

Foto di N.Zappulla: http://www.flickr.com/photos/where_the_eyes_cannot_see/

Questa situazione da tempo non è più rintracciabile a Bari, per via di due motivazioni evidenti: lo strapotere dei negozi cinesi, che offrono copie di abiti e accessori firmati a prezzi bassi, esattamente come la loro qualità, ma di cui la gente si accontenta perchè non può spendere di più; lo strapotere dei centri commerciali che sorgono come funghi, che non consentono ai negozi singoli all’esterno di essi di competere a livello di frequenza di acquisti, col risultato che nel centro di Bari, per esempio, numerosi negozi ben noti hanno chiuso (ricordiamo il povero Pocar, uno degli ultimi negozi di Bari dove ho comprato scarpe davvero di pelle a prezzo decente).

In tutte le grandi e medie città inglesi, invece, si è sviluppata nel corso del tempo, una equilibrata concorrenza di negozi, ognuno col proprio brand, con le proprie marche e il proprio stile, che consente all’acquirente di poter scegliere abilmente in base a portabilità dell’abbigliamento ma soprattutto in base al prezzo e alle disponibilità economiche, sempre bilanciate con qualità.

Prima di tutto, in Inghilterra non esistono i negozi cinesi, nel senso che è assolutamente improbabile che vi capiti di incontrare negozietti senza insegna, un po’ loschi e malfamati, dove non vi fanno scontrini, etc. Probabilmente merce made in China è reperibile, ma sempre in negozi con una propria rispettabilità, con una insegna e scontrino sempre pronto. In ogni caso, non esiste che li si veda spuntare ad ogni angolo della città, non appena fallisce un altro negozio. Inoltre i centri commerciali qui hanno un senso diverso rispetto a quelli italiani. In ogni città inglese ci sono delle Gallerie, entro le quali i negozi cooperano assieme ad una serie di servizi al pubblico, in contemporanea con bar, ristoranti, gelaterie, cioccolaterie, etc. Il risultato è che la Galleria va a completare la scelta di negozi presente all’esterno, inserendosi nel clima cittadino come luogo di piacevole ritrovo ma anche rispettando la competitività cittadina di vendite e venditori. E se avete bisogno di andare al bagno, è sempre al piano di sopra, perennemente PULITO, sapete cosa vuol dire PULITO? Probabilmente no.

Per quanto riguarda i negozi più noti e affidabili, comprovati dalla sottoscritta, vado ad elencarne qui nomi e panoramica di utilità, per chi si dovesse apprestare a fare shopping in un qualsiasi grande centro inglese e non volesse incorrere in spese eccessive o non all’altezza delle proprie aspettative. Insomma per non tornare a casa con delle cagate, pentendosi!

Al numero uno di questa classifica, la sottoscritta non può che inserire la catena di abbigliamento chiamata Primark. E’ di origine irlandese, ma si è diffusa poi su tutto il territorio inglese e anche in Spagna e Germania. Ovviamente in Italia manco a parlarne. In questo negozio, spesso adibito su due o più piani a seconda dell’importanza del centro cittadino in cui vi trovate, sono disponibili capi da donna e uomo, a prezzi davvero stracciatissimi. Decisamente i più bassi che io abbia visto da quando sono qui. Durante l’anno è popolatissimo di gente di tutti i tipi, a caccia di abbigliamento passpartout, giacche, bluse, calze. Il negozio vende anche intimo, pigiami, accessori e borse, nonchè scarpe. Le file per provare i capi nei camerini sono sempre in stile fila della posta, per non parlare della fila alla cassa, dove spesso sostano dei veri e propri gestori di fila che aiutano a mantenere fluido il traffico di gente. Le commesse sono sempre tra l’esaurito e il suicida, rosse in viso, con vari fermagli con grossi fiocchi tra i biondi capelli per contenere l’isteria da superlavoro! Per lo più, il negozio vige in uno stato di ordine che si corrompe in maniera inversamente proporzionale all’orario di chiusura. Arrivare da Primark verso le tre del pomeriggio, a due ore dalla chiusura, vuol dire trovarlo completamente nel caos, razziato a destra e a manca, con roba per terra o scambiata di posto, data l’assoluta libertà che si ha di prendere e togliere roba dai numerosi scaffali. All’ingresso inoltre, sono gentilmente messe a disposizione vere e proprie buste di tela enormi in cui infilare acquisti a casaccio, in diverse dimensioni. Il momento di massimo splendore di Primark però, arriva coi saldi. Andare a Primark coi saldi significa nuotare in un mare di gente che lotta per accaparrarsi l’ultimo oggetto rimasto, dato che visti già i prezzi bassi standard, acquistare al saldo significa spendere dai 2 o 3 pounds per maglie, collane, borse e quant’altro. E la qualità, posso assicurare, è davvero buona, comparata se vogliamo ai dieci euro spesi per un medesimo oggetto, ma cinese e che si distrugge dopo un anno, se non prima. Dicevo, quindi, che i saldi si rivelano una esperienza all’Apocalypse Now per i non preparati: io personalmente non vedo l’ora che sia gennaio per potermici tuffare e rifarmi il guardaroba a 15 sterline! La cosa bella è che non sto esagerando: tutti son consapevoli dell’enorme risparmio che si fa con Primark, tanto è vero che se vi capiterà di camminare in una qualunque città inglese, non potrà fuggirvi la classica busta di carta riciclata col nome del negozio infisso sopra, che diventa pratica busta per potervici mettere di tutto. Ogni inglese ne ha almeno una collezione da dieci a casa! Si è così consapevoli del valore di questo negozio che non è raro assistere alla cattura di giovani ladre all’ingresso, accalappiate dalle numerose poliziotte in borghese sparse fra la gente!

Lo stile di Primark: nessuno, vendono di tutto. Da gonnoni indianeggianti, a tende color panna a fiori stile inglese 100 %, a giacche geometrizzanti, a capi erotici per signore sexy, passando per pigiami con pecorelle, cappelli di peluche, giacche alla Beatles e gonne di tulle viola e nero. Lo stile lo fa il compratore, scegliendo e mixando pezzi in gran quantità, e non è difficile che, dato il medesimo acquisto, si possa ottenere un look stiloso o anche una cagata pazzesca! Ottimo per i creatori wannabe e gli artisti inside (non si è capito che adoro questo negozio, eh?)

Il must di Primark: le calze velate nere con finto reggicalze disegnato. Alle gambe, ben in mostra sia chiaro, di un sacco di ragazze inglesi!

Un’altro negozio a mio avviso eccellente, considerato che la mia scala di valori parte dal negozio meno costoso per poi arrivare ai più cari (che non frequento assiduamente, per ovvi motivi) èNew Look. Apre il suo primo negozio a Taunton, nell’estremo Sud dell’Inghilterra, per poi ovviamente espandersi in tutta Europa. Non mi risulta che questo negozio sia reperibile in Italia. Anche qui, come da Primark, è possibile trovare abbigliamento maschile e femminile, scarpe, borse, accessori ed intimo. I prezzi sono sempre bassi, ma un po’ più alti rispetto a quelli di Primark, in ogni caso vi sono sempre sconti e offerte per gli studenti (inglesi, sigh, non stranieri) ed è perennemente presente una zona apposita di offertone (Clearance) nelle quali si trovano spesso capi rimasti dalla collezione precedente, dunque se siete in inverno troverete roba estiva, primaverile, etc.. L’eccellenza di New Look a mio avviso risiede nella possibilità di visionare l’ampio catalogo di disponibilità via internet, il sito è eccellente, di facile consultazione e le foto sono assolutamente veritiere.

Lo stile di New Look: mediamente inglese. Non sarà difficile reperire camicie alla Lady Oscar, abitini a tre quarti con vari strati di veli sovrapposti, o con fiori di ogni dimensione e colore, ampi maglioni da abbinare ai numerosi leggings di ogni colore, borse enormi, accessori al limite del pacchiano e dell’adorabile, giacche con collo in stile grembiule (che trovo orrende, ma si portano un sacco, fate voi…). Per chi possiede un gusto prettamente italiano, e quindi estremamente superiore alla stragrande maggioranza del mondo intero, la scelta si fa più difficile che da Primark, ma non è impossibile trovare roba buona.

Il must di New Look: la decollete con plateau di velluto rosso. Una meravigliosa tortura per i piedi.

Terzo negozio di cui vado a parlarvi, è T-K Max. Si tratta di un vero e proprio outlet dove è possibile trovare roba di marca spesso anche al 50 o 70 % di sconto, applicato su cartellino. Quindi è possibile sempre visionare il prezzo precedente per rendersi conto dell’ammontare dell’offerta. Questo negozio è davvero per grandi intenditori di shopping. Astenersi perditempo, o meglio gente che non ha tempo da perdere, perchè si tratta di una vera e propria caccia al pezzo e alla taglia. Essendo pezzi avanzati da precedenti collezioni, non sempre sono disponibili tutte le taglie, e molto spesso quel bellissimo vestito che tanto ci piace, o quella maglietta particolare, sono reperibili in taglie troppo grandi o troppo piccole. Ma con una sapiente ricerca è possibile rintracciare ciò che ci può piacere. Diffuse all’interno del negozio, le note marche italiane, dalle quali è bene guardarsi per evitare di fare acquisti non propriamente inglesi! Anche se, per dirla tutta, essendo il negozio con la più vasta scelta di calze e collant, la sottoscritta non ha potuto non notare come le calze Oroblu, notoriamente italiane e carissime, costino davvero poco, pochissimo, troppo poco (…). In questo negozio è fantastica la selezione presente di cappotti di tutti i tipi, di borse, vestiti da sera, jeans, scarpe etc.. C’è anche un discreto reparto per oggetti da casa, e da regalo, per tutte le necessità.

Lo stile di T-K Max: variabile a seconda di cosa hanno a disposizione. Dallo sportivo all’elegante, c’è davvero di tutto per tutti i gusti.

Il must di T-K Max: gli stivali di peluche, che tanto vanno di moda qui, sempre in saldo!

Determinata la Top 3 del risparmio, mi appresto a dare una veloce descrizione dei negozi nei quali, come ho già detto, entro per visionare ma non compro quasi mai perchè vanno al di sopra della mia portata economica attuale (in verità bassa, per cui è probabile che per chi dispone di uno stipendio minimo, siano accessibili anche i seguenti). Li dividerò dunque per stile, a seconda del mio personalissimo gusto.

Top Shop: di questo negozio, sempre non presente in Italia, avevo sognato a lungo la meravigliosa disponibilità di abbigliamento, la prima volta che l’ho visto a Londra (ho comprato da qui in super offerta il mio primo paio di leggings, viola, mai usati in Italia perchè ridicoli per l’epoca, 2002 suppongo…nonchè il tanto AGOGNATO ombretto ROSSO, cercato in più paesi d’Europa, mancato per poco a Camden, e finalmente reperito qui!). Ora che mi trovo nel Nord invece, trovo che sia un negozio orrendo! Non so cosa sia successo nel mentre, deve essere cambiata la moda, e magari l’anno prossimo andrà meglio. Cioè, proprio non riesco a vederci nulla di bello in quello che vendono, troppi fiori, troppa roba simil tenda, o di colori che io personalmente non apprezzo tipo il color cammello, beije, marrone, verde acido, giallo… Per gli amanti di questo colore c’è sicuramente da sbizzarrirsi!

Stile di Top Shop: inglese 100 %, fate un po’ voi…

Must di Top Shop: la gonna di tulle a fiori, lunga fin sopra le ginocchia (………………..)

Pulp: ok, mi riprometto sempre che quando avrò lo stipendio, il primo lo spenderò totalmente da questo negozio! Decisamente trendy, poco modaiolo, e con abbigliamento personalissimo, Pulp gioca coi trend e le idee nerd del momento, per fornire felpe, t-shirt, gonne, jeans e vestiti con vari loghi e slogan, che vanno da vampiri, a zombies, a donuts sorridenti e parlanti, gatti dark, disegni splatter in un tripudio di colori, per non parlare della vasta scelta goth, fra teschietti, croci, in una esplosione danzante di neri e viola, neri e rossi, neri e bianchi, abbinamenti che tanto adoro. I prezzi non sono accessibilissimi. Si va sui 20 – 25 pound per una felpa, 19 per una t-shirt. Ma ne vale la pena! Sono reperibili anche capi di abbigliamento con brand di band musicali, nonchè le lenti a contatto colorate e alcuni accessori o trucchi per un goth make up.

Stile di Pulp: Street e Goth

Must di Pulp: le calze di PAMELA ANN!!!!! (sempre in taglia unica però, cosa che mi impedisce di fare una follia per fortuna..)

Reef: altro negozio in stile Punk, Goth, Street, ricorda molto il barese Macedonia o le bancarelle del Camden Market di Londra. Zaini con loghi nerd, camicie a quadri tipicamente inglesi, la t-shirt dell’orgoglio North inglese, scarpe incredibili di tutti i colori, le dottor Martens sempre in prima linea in vetrina, piercing e abiti da sexy streghette. Il negozio ha sempre musica a palla dark o elettronica, non è assolutamente economico, e di certo è possibile reperire su internet le medesime cose a prezzo inferiore! Però è divertente entrarci e cercare di capire cosa stanno dicendo quei pazzi dei commessi, ovviamente punk e dallo slang improponibile!

Stile di Reef: goth, dark, street

Must di Reef: la maglia con logo Star Wars in stile Warhol!

Ann Summers: senza girarci troppo intorno, è un sexy shop. A mio avviso davvero elegante e non volgare, anche nelle sue sezioni più hard. I prezzi sono altini, ma i completi intimi, i corsetti, le calze, i costumi da travestimento (classici come poliziotta o infermierina, o i recenti vampira e Sabrina apparsi per Halloween) sono davvero belli e raffinati. Hanno taglie per tutte le dimensioni, infatti nel negozio non è raro imbattersi in signore di tutte le età, anzi veramente vedo spesso più signore che ragazze ( che gioventù senza fantasia….).

Stile di Ann Summers: sexy…

Must di Ann Summers: i guanti di pizzo neri!

Next: ho ben poco da dire di questo negozio. E’ caro e non mi piace. Stile troppo anomalo e banale. Forse ottimo per trovare abbigliamento pro ufficio o se non avete voglia di stravaganze.

Stile di Next: noioso

Must di Next: ballerina nera con qualche sporadico strass a malapena visibile.

Monsoon: entrate in questo negozio se volete farvi matte risate. Il kitsch inglese è qui presente agli occhi di tutti. Chi si occupa della creazione degli abiti Monsoon deve avere confuso alla grande lo stile indiano, tipico e ricercato di delicati fiori dorati su tuniche bianche, assieme alle tende di epoca Vittoriana, roba che anche Rossella O’Hara (che, ok non era inglese ma si è vestita davvero con una tenda, in situazione di estrema povertà, e nonostante tutto era bellissima) con le sue tende seppe fare di meglio. Il risultato: roba pacchiana e costosa! Mai comprato niente, ci entro e scappo dopo cinque minuti. Per altro suppongo che il target sia da signora, ma anche quando sarò signora penso che continuerò a vestire da Primark!

Stile di Monsoon: mix orientale/vittoriano, quasi uscito da un quadro pittoresco alla Vanity Fair

Must di Monsoon: non ne ho idea, suppongo una tunica in stile indiano verde con foglie dorate e rosa!

River Island: ecco un negozio dove vorrei tanto comprare, ma i costi sono davvero pazzeschi. Hanno davvero, davvero, davvero della bella roba. Sempre sia per uomo che per donna, abiti di classe, bellissime giacche di pelle con pelliccia inclusa, per il grande freddo che si suppone avremo e del quale ancora non vedo traccia, bellissimi stivali, accessori incomparabili, gonne sulle quali scommetterei molto volentieri. C’è qualcosa nello splendore di questo negozio, che richiama l’attenzione dell’occhio attento alla moda di dettaglio.

Stile di River Island: metropolitan, fashion modaiolo, d’effetto

Must di River Island: una qualunque giacca di pelle con ampio collo di pelliccia grigia….*___*

House of Fraser: negozio fighetto. Roba firmata e fighettissima. Se volete cazzarvi i soldi con capi assolutamente banali, ma visti su un qualunque giornale di moda da Vogue a Elle, questo è il negozio che fa per voi. Ammetto che questa mia guida non è fatta per chi ama spendere mega cifre, altrimenti parlerei benissimo di questo negozio, suppongo.

Stile: fighetto.

Must di House of Fraser: tubino nero di paillettes, a soli 200 pounds!

Debenhams: negozio assolutamente per signora. Le donne inglesi secondo me impazziscono per questo negozio. Arrivate ad una certa età, comprendendo di aver distrutto la loro giovinezza andando in giro vestite di tende, o non vestite affatto, entrano da Debenhams e comprendono che qui è reperibile la verità sul come essere sobrie e assolutamente originali allo stesso tempo. Ecco la camicia bianca stretta in vita con maniche a sbuffo, piuttosto che il gonnone a pieghe perfette, e il mocassino con tacco, e laccio in coordinato col calzino di tulle. Ecco i reggiseni ispirati chiaramente ad epoche di cui non si ha più memoria, e gli accessori da vera diva riesumata dal feretro degli anni ’50!

Stile di Debenhams: lady inglese un  po’ birichina!

Must di Debenhams:  la gonna a tubo…di jeans (!!!)

Naturalmente avrò saltato molti altri negozi, che vado qui citando di corsa come il fantomaticoLA SENZA

Negozio dal nome italiano, assolutamente SENZA SENSO che vende, indovinate un po’, intimo. Oppure URBAN OUTFITTERS, decisamente molto caro ma molto curato nell’esposizione del negozio. Oppure SHUN, negozio di scarpe di marca, dalle Converse alle Timberland alle Martens alle Vans, davvero molto ricco di modelli, ma pericoloso per una donna, quindi entrarci solo se con carta di credito fornita a seguito! O non entrare affatto, per evitare crisi isteriche!

Insomma, come ho detto nel prologo, ce n’è davvero per tutti i gusti! Enjoy!

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