Ritorno a casa passando per Londra

Presa dal crescente panico per il volo aereo, e dopo l’ennesimo smacco ricevuto in università, mi sono decisa ad andare in farmacia ad elemosinare un rimedio efficace quanto non pericoloso per cercare di darmi una calmata. Scendo ormai a Bari perennemente in un misto di ansia e terrore, e il caldo che ho trovato a settembre in città ha ulteriormente contribuito a farmi permanere in uno stato di agitazione e pessimo umore. La farmacista mi ha venduto i fiori di Bach, dicendo che sono comunque un rimedio naturale molto richiesto da persone con i miei stessi problemi, ed io li ho comprati, anche se sono stata sempre scettica al loro confronto. L’idea di per se é affascinante, ed é magico pensare ai fiori come capaci di poterti sollevare dal peso di ansie e paure inconsce, ma i risultati non sono così potenti come ci si potrebbe immaginare. In fila per salire sull’aereo li ho assunti e mi sono sentita effettivamente rilassata, le spalle improvvisamente erano meno tese. Ma la paura dell’aereo é rimasta tale. Tuttavia hanno avuto un altro risvolto inaspettato, e assolutamente non riconducibile all’effetto placebo. Ho avuto subito voglia di parlare con la gente e non ho avuto voglia di piangere. Lo so, io piango perché spero che qualcuno si avveda di come mi sento e siccome non ho mai il coraggio di parlare con nessuno, finisco per nascondermi sotto la sciarpa per l’imbarazzo e tremo per le due ore e mezzo di viaggio. Invece stavolta ero un fiume in piena. Ho conosciuto una famiglia tarantina che stava andando a Londra a trovare un parente, li ho perfino guidati verso il bus terravision. E soprattutto ho parlato tutto il tempo con Alessandra, una sacerdotessa Hare Krishna londinese, nata pero’ a Bitritto, che stava risalendo con la madre. Avevamo tantissimo da dieci, mi ha tenuto la mano per tutto il tempo, mi ha raccontato delle bellissime storie sulla sua religione, mi ha mostrato le sue foto col sari in giro per Londra a cantare e suonare per le strade, ed il nostro dialogo era davvero profondo, mi ha chiesto cose davvero importanti, e non mi capita mai che un estraneo mi ponga domande così precise, così sincere e forti. Era una donna di forte spiritualità, questo mi e’ stato evidente sin da subito. Ed era molto facile aprirsi e confidarsi con lei. Spero di risentirla presto, dato che ci siamo scambiati i contatti, e di poterla andare a trovare a Londra nel suo tempio. Mi piacerebbe ballare per le strade come fanno loro, li ho visiti spesso nelle passate volte in cui ci sono stata e ho subito ricevuto una fortissima energia. Anche se sono atea, l’apporto energico della musica e della meditazione sono onestamente innegabili come sensazioni purificatrici ed emozionanti.
Per la prima volta sono stata davvero felice di volare, vorrei poter incontrare persone così belle ogni volta che viaggio…

Arrivata a Stansted airport, il mio viaggio comunque era appena iniziato. Prendo come sempre il bus terravision per arrivare a Victoria station. Girare per londra di notte e’ un po’ una sfida contro se stessi…. Ormai cerco di non farmi prendere dal panico pensando che sono in una città così grande e multietnica che se mi succedesse qualcosa potrei anche non essere in grado di salvarmi o di farmi capire, vista la molteplicità di lingue parlate. Dopo aver girato a vuoto per un po’, ed aver richiesto l’aiuto a casa, arrivo finalmente alla fermata del bus notturno per Euston. Il conducente, evidentemente di fretta, guarda le mie venti sterline e mi manda a quel paese perché non ha il resto. Indossando la mia perfetta corazza barese indi, mi faccio il viaggio gratis, noncurante di lui.
Londra di notte é… Il luogo dove vorresti essere per vivere le tue più grandi emozioni…é la vita e la morte racchiusa nella luce di un locale snob, negli occhi degli inglesi ubriachi e delle inglesi mezze nude e mal vestite. C’é poco da fare, il fascino decadente non smetterà mai di farmi innamorare.
Arrivo a Euston Square e chiedo indicazioni per la stazione ferroviaria prima ad un inglese rasato e ubriaco, poi ad un misterioso signore in valigia apparso Magicamente per dirmi dove andare.
Arrivo a Euston station all’una e mezzo di notte: la stazione é chiusa!!!
Tutto intorno buio, pioggia, Sainsbury’s chiuso ad illuminare di arancio il marciapiede, i taxi neri lungo le strade, il freddo, l’aria di Londra nelle vene. Mi siedo per terra davanti alla porta della stazione, che dovrei aver paura e invece continuo a non averne.
Arrivano dei ragazzi di ritorno da un concerto, attacco bottone. On un chitarrista di Belfast, biondo, 24 anni, capelli lunghi e felpa di super Mario verde. E’ simpatico e gentile, parliamo dei nostri studi, gli dico che adoro l’Inghilterra e il clima, e lui mi guarda esterrefatto come sempre quando dico queste cose ad uno che col maltempo e la pioggia ci nasce. Lui studia musica, viaggia molto ed é fidanzato con una ragazza di Liverpool. Ci addormentiamo davanti all’entrata, stanchi, come barboni senza spazio né tempo davanti a noi. Mi risveglia lui alle quattro e mezzo, a stazione aperta. Di li a poco il treno delle cinque e ventinove che mi riporta a Lancaster.
Un inserviente della stazione mi fa entrare in bagno senza pagare, un caffè da starbucks e ricomincio a respirare.
Io amo l’Inghilterra, senza mezze misure. Nessun posto mi fa sentire tanto malinconica, sola, e allo stesso tempo pienamente me stessa come questo. Quando sono qui nessuna ansia può vincere contro il mio cuore, anche quando sono circondata da milioni di persone delle quali mai saprò nulla, anche se vorrei tanto sfondare ogni muro, conoscere il mondo, le lingue, conoscere tutto e riempirmi di vita. So di poterlo fare davvero solo quando sono qui. Non c’è miglior motivo per me di vivere se non per conoscere. Niente odio o rancore o paura, solo il nuovo e il diverso pronti a respirare nei tuoi polmoni e ad aprirli come mai e’ successo prima…

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