LIFE IN LANCASTER

Ma che faccio qui tutto il giorno a Lancaster, insomma? Prima di tutto, lo studio in biblioteca.  Mi ci sono fiondata dai primi giorni, la tessera è gratuita, e fornisce due ore di internet al giorno. Genericamente, non è frequentata al mattino dai ragazzi, perché ovviamente sono a scuola. La sera invece, in occasione di concerti e letture di poesia, è presa d’assalto da nugoli di sfattoni e indie dai capelli colorati e il teschio perenne su tutto l’abbigliamento. All’interno è possibile consultare i libri, nonché i giornali (ogni settimana puntualmente c’è da fare un aggiornamento musicale sul giornale NME), e si possono prendere in prestito fino a 20 libri alla volta.

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Quando vogliamo cenare fuori, il ristorante migliore, e quello che resta aperto per cena oltre le sette, è sicuramente il Green Ayre, che cucina piatti tipici inglesi come il pudding. Ma ci sono anche ottimissimi ristoranti indiani, mi sono davvero innamorata della loro cucina e anche della loro gentilezza in effetti, anche se spesso c’è troppo piccante a sorpresa! Invece abbiamo costantemente evitato i ristoranti italiani, sia perché le ricette esposte nei menù non hanno nulla a che vedere con le nostre tradizionali, sia perché i prezzi sono alquanto esosi, dieci sterline tipo per un piatto di pasta alla carbonara! Decisamente troppo!

Ma, in barba a tutte le dicerie di chi, andando a vivere all’estero, lamenta mancanza di cibo italiano, posso dire che nei supermercati, ad esempio Sainsbury’s, si trova tranquillamente tutto l’occorrente per cucinare all’italiana. Certo qui non mi aspetterei mai di trovare cibo italiano già pronto nei locali notturni! Spaghetti, pelati, passata, caffè, uova, cipolle, aglio, olio extravergine, parmigiano Reggiano, ecc.. è tutto disponibile al supermercato: va bene, si deve dire addio alle marche ben note, ma la presenza di questi prodotti è tranquillamente sopperita da altre marche ugualmente buone. Perfino il caffè, che ovviamente è il classico caffè lungo americano, se lo si prende in giro per locali, è disponibile nelle confezioni tipiche italiane, basta comprarsi la macchinetta del caffè e anche questa tradizione è rispettata pienamente senza problemi!

Inoltre, per chi ama, come me, sperimentare la cucina estera, che ha sempre mille sorprese, in ogni supermercato ci sono vasti reparti dedicati al piccante, al curry, a spezie di ogni genere, preparati di ogni tipo, strani sughi, salse e salsine, pollo, samosa, involtini di ogni genere, carne, pesce, salmone, polpette, kebab, sushi, noodles, dolci, dolciumi, pane appena sfornato, mi sento male solo a vedere tutto, per la fame che mi provocano!

Insomma, un palato che adora mangiare di tutto, non soffre la fame qui! Inutile menzionare la stragrande lista di birre che è possibile trovare, a dispetto ovviamente del vino, ma come ho detto sopra, non pretendevo certo di trovare il Primitivo di Manduria qui! Paese che vai, usanza che trovi insomma!

Per quanto riguarda il fattore tranquillità, la città è perennemente battuta dalla Polizia, cui va la stragrande maggioranza delle tasse comunali. La città è molto tranquilla, anche di sera le comitive e i ragazzi vanno in giro senza problemi. E i difetti?

Sinceramente, ancora non ne ho trovati. E’ evidente che i difetti del risiedere qui stiano in qualcosa di personale, o che mi appartiene, legata ovviamente alla mancanza che provo nei confronti di parenti e amici lasciati a Bari. Ma fuor di questo, questa cittadina mi piace. Ho sempre amato le grandi metropoli incasinate tipo Milano, sperando talvolta di poterci vivere, ma in effetti in un posto come questo è più tangibile la propria identità rispetto ad una città caotica dove, di pari passo con le possibilità, crescono, penso, anche i disagi e il senso di straniamento. Specie in questo momento della mia vita in cui, essendo nuova del posto, non posseggo attualmente alcuna identità. Fondamentalmente non sono nessuno, in questo momento. E la cosa mi spaventa molto, ma è una sensazione che spesso, in passato, ho provato anche in situazioni meno drastiche di questa. A ribadire, che il problema, o i problemi, dai quali ho pensato, pensavo, penso e penserei di volermi allontanare, nel caso non lo avessi capito l’estate scorsa, non risiedono nella città in cui mi trovo.

La vita qui a Lancaster si è rivelata ben presto per quella che è. Si tratta di una piccola città distante un’ora da Manchester, ma nonostante le dimensioni, non da città metropolitana, la vita è davvero decisamente  pulsante. Ogni mattina, la strada principale, Market Street, pullula di gente di ogni tipo.  Lungo questa via si snodano tutti i negozi più noti della città, dal ben noto Starbucks, al The Body Shop, a negozi di abbigliamento come Next, Top Shop (e l’inaspettato Top Man!) e pub in stile vecchio irlandese.

Numerosissimi gli esercizi commerciali che vendono cose da mangiare, c’è da sentirsi male per tutti i profumi che cercano di catturarti da destra e sinistra. Il profumo dominante è quello del pollo speziato, e del fish and chip, seguito a ruota dagli odori tipici della cucina indiana, che qui predomina, assieme a quella inglese ovviamente. Girando per una stradina proprio poco dopo HMV, ci si ritrova in una ennesima via colma di negozi, dove troneggia una delle tante librerie presenti in città, la Waterstone’s, nonché Mark& Spencer, e soprattutto un negozio che è già diventato il mio mito: Pound World! Tutto ad un Pound! Spettacolo!

Abbondano anche i negozi di parrucchieri, e infatti qui va molto di moda, almeno attualmente, portare i capelli bicolore, non solo tra i ragazzi ma anche tra le signore adulte!

Le vetrine di abbigliamento invece in questo momento propongono stivaletti di camoscio dalla punta arrotondata, centinaia di ballerine di ogni genere, specialmente di tessuto, abiti leggeri a righe, giacche in stile Beatles, e ovviamente leggins ovunque. Tra le viuzze, si aggirano gruppi di ragazzi di ritorno dall’università di Lancaster, famiglie e gente in giro per acquisti, di tutte le età. Qui il tempo non è mai brutto, almeno da quanto posso constatare essendo qui. In un totale di tre settimane di permanenza, non ha mai piovuto. C’è sempre stato il sole, e solo un giorno, ovviamente quello in cui ho deciso di fare le foto, c’è stata nebbia fitta!

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Però, c’è da dire che fa molto freddo, un freddo pungente, che oscilla sempre intorno alle temperature vicine allo zero. Più che altro, c’è da stare attenti alle pozze gelate, ovvero pozze di acqua che si sono poi ghiacciate, e che non si vedono se non in controluce: una di quelle produce sicuramente una scivolata assicurata, ma per il momento non parlo per esperienza!!! Certo, ci siamo trovati quasi impotenti nel dover completamente scongelare l’auto, ricoperta da uno strato di ghiaccio alquanto persistente!

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