HOME SWEET HOME

La casetta in cui viviamo è vicina ad un corso d’acqua. Ovvero, umidità.

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Gli inglesi non usano il gas. Qui è tutto elettrico, ed è bene precisarlo perché io, prima di essere qui, ignoravo questo apparato culturale diverso dal nostro. Sia l’impianto di riscaldamento, sia quello per cucinare, sia quello per ottenere acqua calda, sono regolati tramite elettricità. Questa, di notte, si paga la metà del giorno, per questo in molte case come la nostra è stato installato un marchingegno di nome Economy 7, che serve per ridurre i costi e regolare la temperatura in base al tempo atmosferico.

Lo si tiene sempre acceso e regolato parallelamente all’ora del giorno. Per tutta la notte accumula energia elettrica e scalda acqua e impianto di riscaldamento, col risultato che per tutto il giorno successivo si ottiene il riscaldamento. In momenti di freddo peggiore, un tasto di nome Boost provvede a dare una spinta di caldo in più, anche se, devo dire, potrebbe anche fare un po’ più caldo. Qui negli esercizi commerciali, il caldo è sparato a mille, anche quando non c’è un freddo così polare.  Ecco, ho appena trovato un difetto! Nella casa in cui siamo, non so nelle altre, non esiste il miscelatore per l’acqua nei lavandini, ma le classiche manopole rosso azzurro: che odio! Per fortuna da questo meccanismo è esente almeno la doccia!

Dire che quando abbiamo messo piede nella casetta, c’era un freddo della miseria, è dire poco. La casa naturalmente da tempo era sfitta, per cui l’impianto elettrico ci ha messo due tre giorni per rientrare in funzione a pieno servizio, consentendoci di riscaldare le stanze, il bagno e la cucina.

Abbiamo tre stanze, ma una l’abbiamo rinominata stanza del Frigo, perché non abbiamo nulla da metterci, quindi abbiamo deciso di spegnere il riscaldamento e di chiudere la porta. Saltuariamente ci entriamo per prendere le ultime cose dalla valigia, e puntualmente crepiamo di freddo! Di queste tre stanze, quindi, ne usiamo due: una è la camera da letto, accogliente, la più calda della casa, anche se ci sono troppi mobili bianchi per i miei gusti (è già tanto che ci siano i mobili!).

L’altra è il soggiorno, dove abbiamo messo la scrivania, e l’angolo lava-asciuga-panni: già perché qui non si può stendere fuori, e del resto col freddo che fa non vedo a cosa gioverebbe il farlo. Quindi grazie all’Ikea, abbiamo attrezzato lo stendino con una bacinella, proprio vicino il calorifero! Sembra funzionare, per ora!

Intorno alla casetta, c’è un giardino piccolo, circondato a sua volta di altre casette, in cui vivono tanti vicini, che quando ci vedono ci salutano. Ma che in compenso, incredibilmente, non producono alcun rumore, né di notte né di giorno! Sono lontani i tempi in cui dovevo sorbirmi le liti dei vicini del piano di sotto, del piano di sopra, perennemente intenti a rinfacciarsi i motivi, errati, per cui si erano sposati, sempre pronti a tirarsi ciabatte, naturalmente di legno, e piatti di ogni genere, anche di notte, col risultato di un cardiopalma assicurato!

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In tutto questo, ovviamente, doveva esserci il momento panico: mentre ero in casa, di mattina, intenta a sistemare, fare e disfare, sento un terribile rumore proveniente dalla porta, come se qualcuno la stesse sfondando! Per non so quanti minuti, sono rimasta nascosta nel mio angolino, cercando di capire cosa fosse successo! Ma nuovamente, religioso silenzio. Allora, furtiva, mi avvicino, dal corridoio alla porta, e vedo per terra un mucchietto di lettere, che prima non c’erano! E capisco! Qui il postino infila le lettere da una fessura nella porta, che non avevo notato! Che razza di spavento!!! Comunque, per la cronaca, niente posta per me: è tutta del vecchio coinquilino!

Altro panico da risolvere con abitudine: siamo al pian terreno. Quasi tutte le case lo sono qui, al massimo c’è il primo piano! Per cui io vedo la gente per strada passare, ad altezza uomo! E i vicini ci salutano dalla finestra, come in un film! Ogni volta che sono intenta a fare altro, se passa qualcuno, percepisco le ombre passare e mi spavento un sacco! E vabbè!

Comunque, pensando a quando mi ero disperata, sapendo che non avrei potuto portare il mio gatto, tutto si è presto risolto in un unico modo: nelle case in affitto non si possono avere Pet! E lo credo bene, per terra c’è soltanto moquette, moquette ovunque! Per altro già alquanto rovinata! Posso solo immaginare cosa avrebbe combinato il mio gatto (e come si sarebbe spaventato nel percepire tutta questa gente in giro, in effetti!)

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