IL 2009 SE NE VA…

Oggi è l’ultimo giorno dell’anno! Suona strano dirlo, ma oggi un pò meno del solito, visto che sinceramente non vedevo l’ora che accadesse.
Come qualcuno mi ha recentemente detto, il Capodanno non sembra quasi mai sancire un vero e proprio stacco o un cambiamento, si tratta soltanto, come è noto, di una data scelta da noi umani per avere la possibilità di iniziare a contare un nuovo anno, ma fattivamente a me sembra che l’anno inizi realmente, con aspettative e quant’altro a settembre. E’ sempre stato cosi: arriva settembre e improvvisamente si sente voglia di nuovo, di rinnovamento. Come infatti è stato anche quest’anno per me.

Bilanci del 2009, ovviamente, come ogni anno non posso esimermi.
Banalmente:

TRAGUARDI
Nuova consapevolezza interiore per quanto riguarda le relazioni interpersonali
Un quantitativo di viaggi spropositato, mai accadutomi in maniera cosi concentrata in un solo anno.
Stoccolma, Milano, Firenze, Bologna, Roma.
Concerto dei Nine Inch Nails, concerto dei Muse, degli Afterhours (che non avevo mai visto prima di quest’anno dal vivo).
Positivo rinsaldamento delle mie amicizie principali, quest’anno non ne ho persa nessuna, anche se alcune sono sempre lontane.
Salute quasi sempre al top.
La Nikon! Il corso di chitarra!
Nuove amicizie tranquille.
Un nuovo amore con cui poter sognare ancora.

FALLIMENTI
Licenziamento da ben due lavori in quattro mesi.
Nessun profitto universitario attualmente riconosciuto da libretto.
Conto in rosso. Nessun avanzamento nei miei romanzi.
Perdita dell’autonomia della mia automobile.
Incremento di libri nella mia biblioteca personale fra i più bassi nella storia della mia vita.
Generale senso di trasandatezza che non ammiro.


Bhe, mi sembra evidente cosa mi serve chiedere nel 2010. Un lavoro nuovo, che mi consenta di essere indipendente almeno nella misura in cui posso permettermi le mie piccole spese, gli spostamenti automobilistici e, come sempre, ciò che più mi interessa fare cioè leggere, viaggiare e ascoltare musica. Quanto meno l’obbiettivo è fissato in maniera chiara.

Il 2009, se avessi dovuto parlarne tra gennaio e aprile, lo avrei descritto come l’anno peggiore della mia storia personale, in verità in quei mesi nella mia vita non c’era nulla che non andasse. Il problema è stato che ho perso due elementi fondamentali, sui quali non avrei mai dovuto fare cosi tanto affidamento come invece ho fatto, perchè la lezione principale di quest’anno è proprio questa: affidarsi solo a se stessi. Tutto ciò che ci viene dato in più, lavoro, amori, amici, e altre risorse di benessere, non sono eterni, sono destinati a mutare, anche in un tempo lento per fortuna, ma se su di essi si installa la propria carne, invece che sulle proprie gambe, la vita è destinata a sbrindellarsi con la dipartita di quegli stessi elementi.
La vita va vissuta e mantenuta per se stessi, tenendo sempre in conto degli altri e di quello che ci succede. Ma prima di tutto ci sono io. E questo, prima del 2009, non l’avevo davvero mai compreso. In questa comprensione mi è stata davvero utile la mia amica di Firenze, che per me è l’esempio vivo di questa realtà, i viaggi di questa estate a Firenze, Bologna e Milano, che mi hanno fatto capire che il vuoto che avevo dentro non era dovuto al fatto che penso di vivere in una città sbagliata ( per quanto di certo la mia offra meno possibilità), ma era dovuto alla mia incapacità di accettarmi come essere umano singolo nel mondo. Non solo, perchè non è la parola giusta. Ma singolo. Unico. Prima di tutto vivente per sè stesso.
Il viaggio a Stoccolma invece è stata la cura, la degna cura di pace e di respiro per le ferite che mi stavo portando dietro.
I concerti sono stati la mia colonna sonora perfetta di sempre. E le mie amiche di sempre il giusto abbraccio al momento giusto, anche se quest’anno forse ho fatto poco per loro, o non sono stata in grado di dare molto perchè ho perso tante energie all’inizio dell’anno.

Per quanto riguarda i sentimenti, la prima parte di quest’anno è iniziata con una separazione che, ora che parlo con mente lucida e distaccata,  ha dell’alieno e che non augurerei mai a nessuno, ma che mi sono ampiamente meritata per il modo in cui ho permesso di farmi gestire da una persona che con la sua stessa bocca mi ha detto: – Amami -, per poi accusarmi di amarlo troppo. Sentirmi in colpa per amore non era mai stato da me, e non lo sarà mai. Io ho vinto.
La parte centrale dell’anno l’ho trascorsa in un inseguimento assolutamente impossibile per quello che per mesi ho pensato davvero essere il ragazzo dei miei sogni, ma tutta la bellezza e la meraviglia che vedevo in questa situazione non ha avuto alcun potere sulla distanza, nè ne ho avuto io su di lui, a dimostrazione chiara che quando le cose non devono essere è inutile incaponirsi. In ogni caso per la prima volta in questa situazione, mi sono fatta valere, cercando di far prevalere le mie esigenze, cosa mai fatta prima, e il risparmio di energie e lacrime è stato davvero incommensurabile, a cose finite.
La parte finale è iniziata invece con l’arrivo nella mia vita di una persona assolutamente inaspettata, della quale ancora so molto poco e che ancora sa poco di me. L’energia è vibrante, è potente e si vede quando stiamo insieme. Spero di poterla vivere al meglio nel 2010 che verrà, senza inutili aspettative, ma con tutta la volontà e l’impegno possibili per me, che sono prima di tutto Nadia e poi parte di una coppia. E non commetterò mai più l’errore di invertire le due cose.

BUON ANNO NUOVO!

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2 pensieri su “IL 2009 SE NE VA…

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