DOPO IL FONDO, LA LUCE

Ok, sabato sera ho decisamente toccato il fondo. Un fondo fatto di una ubriacatura potente, mai vissuta prima, in cui una serie di alcolici mischiati in maniera assolutamente irresponsabile ( giuro che ignoravo assolutamente cosa sarebbe potuto accadermi…a dimostrazione che sono decisamente una brava ragazza, rispetto a ciò che gli altri pensano di me) mi hanno portata ad un passo dal baratro, con conseguente finale logico. E cosi mi sono uccisa il week end! Però devo dire che la cosa mi ha sconvolta positivamente: numerose le riflessioni a contorno di questo evento, molte delle quali mi hanno spinta inesorabilmente a fare il punto della situazione di questo 2009. Direi che dopo tutto quello che è successo quest’anno, non poteva esserci miglior finale che questo: e non scherzo! Ho rimesso l’anima, in tutti i sensi! E adesso posso proprio dire che è cosi!

Da qui si può soltanto risalire.  Infatti stamattina, previo caffè rigeneratore col mio ragazzo, sono andata all’ufficio del lavoro per consolidare finalmente l’appuntamento per presentare il mio CV. L’ho mandato già a milioni di posti, motori di ricerca e agenzie, ma questo tassello mi mancava. Cerco sempre lavoro lontano da casa, chissà che invece qualcosa di vicino non sia pronto per me, anche in questo ambito. Ho guardato lontano per tanto tempo e invece era proprio vero che talvolta il meglio è dietro l’angolo e non sappiamo vederlo. O comunque è sicuramente più facile da gestire…

La sala predisposta a ufficio del lavoro era alquanto minuscola. Mi hanno subito fatta accomodare, nonostante non avessi un appuntamento, dato probabilmente lo scemo sorriso che da un po’ di settimane mi porto sul volto e che, manco a dirlo, mi rende più simpatica e mi apre di certo più porte anche morali rispetto al mio solito broncio disilluso! Il tipo che si occupa di orientamento al lavoro mi fa un paio di domandine, capisce subito che sono una laureanda con esperienze lavorative, e salta quindi tutto l’approccio orientativo ( dato che già so cosa voglio fare), e mi fissa un appuntamento per lasciare il mio cv, accertandosi che io ne possegga uno che riporti tutte le date di assunzione e licenziamento varie.

La cosa che mi sorge subito spontanea pensare è che in quell’ufficio si abbia più spesso a che fare con gente diseredata e che nella vita non fa davvero niente. Allora mi chiedo? Come mai sono qui? Cosa è successo?
Niente, mi rispondo. E’ successo che avevo un bel lavoro e l’ho perso. Indi devo darmi da fare. C’è poco da piangersi addosso. L’anima ormai è perduta interamente assieme a lacrime e alcolici. E’ decisamente tempo di farsene una nuova di zecca, magari con un sorriso migliore.

Veniamo interrotti nel colloquio da un ragazzo con orecchino e gel nei capelli che, in maniera non proprio educata, cerca di far si che io mi levi al più presto dalle palle per poter fare il suo colloquio. Non appena mi alzo, nemmeno il tempo di tirare via la sciarpa dalla sedia, questo si siede a gambe aperte, gli ci mancava solo una birra Peroni tra le mani, inizia a parlare in dialetto barese. Capisco che forse sono stata l’evento più di classe della giornata del povero addetto.

Chi ben comincia è a metà dell’opera.
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