LENTAMENTE

Da qui, lentamente, se ne vanno tutti.


L’altro giorno ho colto una conversazione su Faccialibro, in cui due ragazzi dialogavano a proposito della imminente partenza per l’Europa di un loro comune amico. Uno dei due sottolineava come fosse ormai difficile trovarsi insieme nella stessa città, ed esprimeva dolore e rammarico per la perdita. L’altro sottolineava come ovviamente fosse impossibile trovare lavoro qui al sud. E in Italia in generale.

Pensavo: – E’ cosi dappertutto…Nessuno è stato salvato da questa diaspora generale, in cui ognuno di noi ha almeno perso un amico, una amica, un ragazzo, o entrambe le cose, a causa della estrema povertà del nostro Paese.-
Io soffro queste perdite in maniera alquanto pesante. Perchè mi mancano le persone andate, e perchè io stessa ho desiderato per tanto tempo non essere più qui, e ora so che non potrò mai andare via. Per cui ho messo da parte ogni dannoso sogno. La mia vita si ferma qui: vivrò per sempre a Bari dove, pian piano, andranno tutti via. E io non so davvero cosa ne sarà di me.

In Biblioteca, leggo sul libro di Storia della Scienza che all’inizio del Novecento, l’Inghilterra si trovava in una situazione alquanto drammatica. Il governo non prestava attenzione alla scienza, e cosi tutti coloro che se ne occupavano andavano a studiare altrove, tipo negli USA.
Ed io penso a quanto invece l’Inghilterra ora rappresenti un’ancora di salvezza per chi studia determinate materie.
Quando arriverà il momento per l’Italia di rialzarsi?

Perchè sembra che a nessuno importi di voler vivere meglio? Se solo importasse a tutti quanto importa a me, questa notte fuori da quella finestra dovrebbe esserci gente che grida, e non questo silenzio di menefreghismo. Io ho paura. Ho solo una vita da vivere, e non voglio viverla male.
Ora che mi è chiaro che questo buco nel petto mi deriva unicamente dalla mia infelicità interiore, e non propriamente dal posto in cui vivo, è anche vero che capisco perfettamente che qui io non mi realizzerò mai. Per mia inclinazione, già ho scelto una facoltà che non mi facilità le cose. Mi sento schiacciata, soffocata da questo silenzio.

Da qui, lentamente, se ne vanno tutti. Resterò soltanto io con questo silenzio, vagando nella città silenziosa di fantasmi e ricordi che non mi appartengono più. Ho veramente paura del domani.

Deve esserci un altro posto per me, deve! Vienimi a prendere..

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