INFINITA’

Ho spesso pensato a quanto mi sono sentita inadeguata in mille circostanze, a quanto spesso la mia ipersensibilità negli avvenimenti accaduti in questi anni mi abbia fortemente ostacolata agli occhi delle persone per le quali provavo grande interesse. Perchè le persone si spaventano di me, a volte non mi credono, a volte mi evitano, si sentono caricate di una responsabilità che in verità io non ho mai dato loro. Mentre invece tutto questo per me è solo purissimo sentire, che non chiede nulla se non il poter sentire ancora e di più. Ormai io so, quando mi piace qualcuno, che il mio destino sarà sempre quello di vederlo allontanarsi da me, per motivazioni geografiche e non, e questa non è stata la prima volta, come ben sa chi mi conosce.
E non di rado mi sono sentita dire: – Non è normale essere cosi…-

Non è normale, si. Ma se solo potessi spiegare a parole ciò che sento ogni volta che… mi lascio trapassare da una emozione… Io augurerei a chiunque una volta nella vita di sentirsi cosi, con le ali ai piedi, sino in cielo. Non ho mai conosciuto modo più bello e forte di viaggiare, di sentire, di cambiare…se non lasciarsi vivere da una emozione, di qualunque natura. E passano gli anni e scopro che non perdo questo mio amplificatore, che come parola suona malissimo e non è esattamente ciò che vorrei dire, ma rende il concetto. E non voglio perderlo mai. Anche se averlo, significa anche soffrire il doppio.

Due anni fa credevo di non sentire più il mio cuore, ma era esattamente dove lo avevo lasciato. Soltanto che avevo smesso io di nutrirlo. Tutto intorno mi lasciava indifferente. E’stato il periodo più brutto della mia vita. Non volevo più stare male e ho provato a vedere cosa succedeva se spegnevo il cuore, ma con questo gesto ho perso anche tutto ciò che di bello ha la vita da dare.  Dinanzi agli occhi, esperienze belle e meno belle. E tutte cosi incredibilmente atone e prive di senso. E prive di bellezza. E senza bellezza nulla ha il suo senso, nulla ha il suo perchè.
Cosa ti rende più felice di qualcosa di bello, di sospirato, di amato?
E non ho potuto continuare cosi. Doveva essere riacceso. E alla fine del 2008, in un modo tremendo e discutibile, ho tirato la corda a tal punto da sentire lo strappo più violento dei venticinque anni della mia vita, che io mi sono andata a cercare volontariamente. E sono ritornata, nel dispiacere e nella delusione, a rivivere. A risalire da quel mare oscuro e silenzioso, e a tornare dove sono sempre stata. Al Sole.

Ora sto patendo le pene dell’inferno per le persone perse nel corso di questi mesi. E tutto continuerà cosi… questo lo so. E non mi sbaglio mai.
Ma non c’è modo migliore per apprezzare al meglio quello che capita, perchè nella prospettiva della fine e della caducità delle cose, qualunque esperienza si rivela essere doppiamente potente, doppiamente forte, doppiamente sensuale.
Non c’è niente che stimoli la mente umana come l’idea che le cose non siano infinite, e il senso di finitezza che il quotidiano sembra voler dimenticare, ritorna nei pensieri della pazza sottoscritta, dopo serate come quella di ieri.

Vivere per una emozione è cosi bello per me. E’ l’unica cosa per cui valga davvero la pena di vivere per sempre. Al di là dei progetti che soddisfano, non c’è niente di più affascinante che cogliere la bellezza ovunque essa sia, ovunque la si possa rincorrere, come se non vi fosse niente di più bello prima di allora. Niente dopo. Ed ogni volta sempre così, sempre più in alto, lontano dalle case, dai palazzi a tre piani, dai giardini intorno casa mia, lontano e in alto nel cielo, mentre i gatti stanno a guardare. Lontano dalle persone, dalle auto che sfrecciano sulla strada.

Perdersi tra le braccia di una persona, sentire il sangue bruciare ovunque per un suo bacio, che da mesi rincorro nei miei sogni. Che per notti intere ho immaginato e sognato, senza poter immaginare quanto assolutamente lontano e sbiadito, per quanto potente, fosse dalla realtà. Posso dare un bacio ad una persona come lui, cosi silenzioso, imperscrutabile, e sentire la paura di non sapere cosa lui pensi di ciò che accade. Posso tremare, mi venivano i brividi, e qui a Bari fa davvero caldo in questi giorni. Tutto questo può l’immaginazione, meglio di una droga, rendere un momento unico ed eterno. Tutto questo ripaga la mia solitudine, ed il fatto di non riuscire a farmi capire, a far capire da cosa nasce la mia attrazione. Un mio amico dice bene: solo una persona davvero interessata a me riuscirà ad andare oltre il silenzio, oltre la mia apparenza falsamente aggressiva. Ma prima che quel giorno accada, potrei mai io impedirmi di far vibrare le corde della mia anima in questo modo?

Ieri sarei morta subito dopo. Nulla, niente, nessuno potevano e dovevano distogliermi dal ricordo perfetto e cristallizzato di ciò che è stato. Il vero addio, perfetto come l’ho sempre sognato. E tutto ciò che ho fatto per arrivarci, quanta rabbia, quante cose mi sono sentita dire da lui che, non per colpa mia nè sua, non mi conosce a tal punto e non sa quasi niente di me per capire come mai io sento la necessità di… di tutto questo. Quanto ho pianto quel giorno a Milano, pensando che era così che invece doveva andare…E invece ieri per un attimo, un piccolo attimo, si è aperto un varco, poco prima della fine, e io potevo dire no. Me lo dicevano le mie amiche, che conoscono e apprezzano il mio essere, di non andare. Perchè starò male domani.

Ma che mi importa di stare male? Che mi importa? Tutto questo è il prezzo da pagare per un momento che, senza falsa modestia, aveva il suo perchè. Non ne ho mai dtubitato e ora so che avevo ragione, come sempre.
Lui è….bellissimo.  Il suo fascino ha qualcosa di inafferrabile. E’ tutto. Mi toglie il fiato. E il fatto che non parli e che io non posso sapere cosa pensa ha un grande ruolo in questa irrimediabile attrazione. Mettergli le mani nei suoi capelli lunghi, dal primo giorno che lo vidi ho sperato di poterlo fare.
Ho sperato di potergli tenere le mani, di carezzargli le dita. L’ho sognato per mesi, e ci sono riuscita.  Ed è stato meraviglioso.
Ho sperato per mesi di poterlo abbracciare, senza sentirmi male perchè io detesto abbracciare la gente, come è noto. E ieri mi sono sforzata di farlo, perchè non potevo più resistere.

Sentirne il respiro, a tal punto da poter immaginare tutto di quel respiro, che è il suono più intimo, più prossimo a quello del cuore che pulsa nel petto, e che in me ieri stava esplodendo. Il respiro è la vita, la sua vita della quale non farò mai parte. Ma che per un magnifico istante è stata almeno parte della mia.
L’odore della sua pelle, che come potevo ben immaginare, mi piaceva moltissimo. Il suo naso da sfiorare, tutto…Toccargli le labbra, morbide come non ne ho mai sentite prima, baciargli il collo…
Tutto un sogno. Tutto magico. Tutto giusto. Nessuna sbavatura. Nessun errore. In una situazione che è tutta sbagliata. Eccitante paradosso.
In un istante di totale rapimento sono stata realmente tentata di non fermarmi lì, ma sarebbe stato troppo. Mi sono fermata a pochi passi dal baratro, dove stavolta davvero non posso buttarmi (non esistono possibilità razionali di far funzionare questa cosa, per quanto bella, mi ripeteva la voce odiosa nella testa), assaporando che gettarvisi sarebbe stato qualcosa di….ecco, uso le sue parole perchè le condivido: sarebbe stata un’esperienza mistica!
Se solo baciarlo mi ha letteralmente drogata, non oso pensare il resto. Ed è cosi, lui mi piace davvero davvero troppo. Non sono pronta a tale sconvolgimento, e ho deciso che non potrò più farmene prendere se non avrò certezza della reciprocità. Perchè quello per me è un viaggio che non si può fare da soli, e che non ha senso fare, non per me.

E’ successo nelle prime ore di stamattina, 31 luglio.
Il più bel giorno di quest’anno. Sarebbe bello sperare non l’ultimo giorno bello con lui. Ma è cosi. Le nostre vite si dividono.

Cosi tratterrò tra le ciglia i ricordi di questo giorno, assieme a qualche lacrima. E sento ancora il suo odore. E come sempre, come tutte le altre volte, riprenderò la vita con un volto in più nel mio cuore. Io odio le perdite, odio gli addii.
Ma se fossero tutti cosi………..potrei perdere all’infinito, e nel rimbalzo di questo dolore che ho nel petto, ritrovare ogni giorno il vero perchè della nostra vita finita. Il piacere di poter assaporare un attimo di infinità.

La cosa più speciale che mi potessi offrire:

un lampo di infinità.

Che non mi fa dormire e non mi fa vegliare:

ora è per sempre ora

(M.K.)

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