IL NOME DELLA CITTA’

Anche solo nominarla, la sua città, mi fa sentire male e venir le lacrime agli occhi.

Vorrei tanto tornarci, scoprire che tutte le cose belle che ho visto lì sono ancora belle ai miei occhi, ma ho il terrore di rivedere ogni istante vissuto in ogni singolo posto. Vorrei poter riscrivere nuovi ricordi felici da mettere in bacheca assieme ai tanti altri, là dove sussistono solo ricordi che sono stata costretta a dimenticare. Dimenticare quando, quella sera, io e lui e dinanzi la città annebbiata, e le mie lacrime, e il pensiero sempre più orrido che quella città non sarebbe mai stata mia, che il mio sogno di viverci, e di viverci con lui stava per sgretolarsi in maniera drammatica di li a poche ore. Che quella nebbia che mi impediva di vedere il panorama, altro non era che il chiaro messaggio: è tutto finito, say goodbye for the last time...
Come faccio a dimenticare?
A dimenticare quando, mentre scendeva la neve, io ero in auto, dopo due ore e 56 minuti di totale silenzio in cui io non ho fatto altro che piangere, piangere fino a strozzarmi e lui guidare senza dirmi una sola parola, in cerca di un benzinaio e di un bancomat, ripeteva per centomila volte lo stesso giro di strada in quella città, e io rivedevo gli stessi posti centomila volte, gli stessi dove in passato eravamo stati felici e avevamo camminato senza sosta, mano nella mano. Posti che in quel momento odiavo profondamente. E quando l’auto era ferma, a pochi metri dal bancomat, e lui era uscito dall’auto per andare a prendere i soldi, io ero li li per uscire da lì e scappare. Ti prego, pensavo, non farmi andare via da qui! Io amo questo posto, i suoi palazzi, i suoi alberi, tutto quello che c’è qui, il ponte sul fiume, i Murazzi, la Mole, Piazza S.Carlo, Superga… non farmi andare via da qui!!! Sarei uscita dall’auto, pensavo, e avrei fatto per sempre la barbona in giro per la città. Almeno avrei potuto restarci per sempre.
..

E’ così difficile avere una testolina romantica. Se fossi una persona meno sensibile, queste sarebbe solo stronzate per me. Se una persona mi dicesse che non va in un posto perchè quel posto gli ricorda…. io potrei dire: – Cazzate! Un luogo è solo un luogo!-
Ma un luogo non è mai solo un luogo, è parte di un liquido amniotico che non si divide dalla vita del ricordo. Ed io, che ho strappato a morsi dolorosi quella vita, affinchè non mi facesse ancora troppo male, non potrei dimenticare…

Il tempo sarà un valido aiuto. Ma per il momento, solo sentirla nominare mi fa male.

Dimenticare, come dimenticare? Mano nella mano per il Parco del Valentino. E lui che mi dice: – Mi sembra di camminare qui con te da una vita, come se fosse la cosa più normale del mondo, come se non vi potesse essere niente di più bello…-

Come dimenticare le parole che sogni di sentirti dire da una vita…

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